Cosa cambierà nei prossimi 10 anni? Quali sono gli obiettivi? Come si possono sfruttare al meglio le fonti di energia rinnovabili per risanare il pianeta?

Il Piano Nazionale per l’Energia e il Clima 2030 è uno strumento che segna l’inizio di un importante cambiamento nella politica energetica e ambientale del nostro Paese verso la decarbonizzazione e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili.

Sono 5 le linee d’intervento del Piano:

  1. Dalla decarbonizzazione all’efficienza e sicurezza energetica
  2. Sviluppo del mercato interno dell’energia
  3. Ricerca
  4. Innovazione
  5. Competitività

“L’Italia ha preso un impegno importante: aggiungere 30 GW di capacità aggiuntiva, in 10 anni. Si tratta di circa 3 GW l’anno: un obiettivo sfidante e certamente a livello teorico in linea con le possibilità del Paese. – commenta Valerio Natalizia, Regional Manager SMA South Europe – In attesa dei risultati ufficiali, stimiamo circa 700 MW di nuovo installato annuale per il 2019, mentre, per il 2020, riusciremo a raggiungere un numero che si avvicina a 1 GW, grazie principalmente al decreto FER1 che ha introdotto meccanismi incentivanti.”

Una particolare attenzione va dedicata al gas: in Italia sembra essere ancora predominante l’utilizzo del gas per la produzione d’energia. L’Italia è promossa sul piano ma rimanda a settembre il bilancio delle azioni intraprese.

Gli organi di Stato hanno rilevato una sempre maggiore attenzione e consapevolezza verso il tema da parte delle imprese e anche da parte dei cittadini. Entrambi gli organi stanno apportando piccoli gesti per modificare le abitudini e i processi produttivi al fine di ridurre le emissioni.

Quando si parla di new green deal il Governo auspica che non si tratti solamente di una limitazione di maggiori danni per l’ambiente ma di un’apertura totale verso lo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile.

È importante che gli italiani colgano le opportunità offerte dalle nuove tecnologie per sfruttare al meglio una ripresa economica. Potremmo partecipare come nazione e come popolo ad una rivoluzione che genera benessere, che spinga la produzione industriale ad una nuova era. Un cambiamento che parta dall’utilizzo delle energie rinnovabili, che passi dalla mobilità elettrica, e che arrivi all’efficientamento energetico delle case e degli edifici.

Un altro concetto che si vuole mettere in piazza con il Piano Nazionale per l’Energia e il Clima è l’introduzione delle comunità energetiche. Esse sono un insieme di soggetti che all’interno di un’area geografica sono in grado di produrre, consumare e scambiarsi energia. Grazie alla collaborazione si è in grado di favorire l’autoconsumo e l’autosufficienza.

“È molto importante coinvolgere i cittadini e renderli gli investitori dell’energia del futuro” sostiene Natalia. Si stanno sviluppando nuovi software che vogliono portare all’efficientamento energetico e alla virtuosità dell’autoconsumo.

Per raggiungere gli obiettivi sono però necessarie ulteriori azioni che permettano agli utenti di accedere facilmente alle autorizzazioni necessarie all’installazione di dispositivi per sfruttare le fonti di energia rinnovabile.

Le procedure che cittadini e imprese devono affrontare per poter godere delle attuali tecnologie presenti sul mercato sono veramente troppo complesse. Si lavora con lo Stato italiano per rendere le richieste più semplici e accessibili.

Si auspica che nei prossimi 10 anni il tutto sarà più fluido, le porte per lo sfruttamento dell’energia rinnovabile siano aperte a tutti coloro che ne vogliano godere e l’Italia diventa una dei promotori dell’energia green.